FINESTRE ITALIANE IN LEGNO, UNA SU CINQUE LA COMPRANO I RUSSI Pubblicato il: 16/03/2013


 

In Italia ci sono 5.661 produttori di infissi in legno, calati di 135 unità rispetto al 2010; nell’88% dei casi si tratta di imprese individuali e di persone, 3 su 4 sono ditte artigianali; presenti soprattutto in Lombardia e Veneto, Piemonte e Sicilia, danno lavoro a 24.306 addetti. E’ la fotografia emersa al 1° vertice italiano sulla finestra in legno, moderato dal giornalista Almerico Ribera, convocato oggi da LegnoFinestraItalia, associazione nata 5 anni fa. Terreno di incontro, l’8^ Legno&Edilizia in corso fino a domenica alla Fiera di Verona.

Presentando i dati nazionali, Riccardo Borghero responsabile Ufficio Studi della Camera di Commercio di Verona, ha citato l’export 2012: un quinto delle finestre in legno italiane finisce in Russia (18,9%), le altre in Francia, Svizzera, Usa, Israele, Germania, Ucraina, Azerbajan,  Estonia. Negli ultimi 12 anni l’export di gli infissi in legno è cresciuto del 17% contro il +33% di quelli in metallo e il -13 di quelli in plastica.

Le criticità del marketing di settore le ha sottolineate Bruno Luciani, esperto di marketing, ricordando che i produttori di finestre in legno hanno sempre attratto i clienti parlando solo di agevolazioni fiscali e non del valore anche emozionale del legno.

Sull’obbligo per i piccoli produttori di unirsi ha insistito il presidente della Federazione regionale Legno Arredo- Confartigianato Samuele Broglio: "Dobbiamo andare nella stessa direzione senza fissarci sul fatto che il nostro prodotto costa più della plastica, perché il legno è vincente sul piano della qualità e della variabilità: d’altro canto il mercato europeo chiede più infissi standardizzati rispetto a quello italiano. Dobbiamo comunicare meglio i pregi del nostro prodotto".

Alessandro Cibin direttore del laboratorio analisi di Treviso Tecnologia, ha ricordato l’entrata in vigore, da luglio 2013, del Regolamento 305/11 per i prodotti da costruzione, che ha inserito tra i requisiti essenziali richiesti, quello della sostenibilità: requisito che prevede riutilizzo e riciclabilità delle opere da costruzione, durabilità e utilizzo di materie ecologiche compatibili.

Un appello ai produttori è venuto da Carlo Albertini presidente sezione finestre di EdilegnoArredo: "Mettiamoci assieme e impariamo a comunicare, per fronteggiare la concorrenza del Pvc che entra nel nostro mercato con prezzi anche del 30% inferiori ai nostri".

Oltre al mercato del nuovo, agli infissi in legno guarda anche quello delle ristrutturazioni. Tre i progettisti invitati a discuterne: il francese Lucien Kroll uno dei padri dell’architettura sostenibile, il tedesco Julius Natterer guru delle costruzioni in legno, Wittfrida Mitterer cofondatrice della Fondazione Italiana di Bioarchitettura. Kroll ha sostenuto l’esigenza di convertirsi alla decrescita e alla bassa tecnologia contro l’hi-tech, citando il caso di Saint Louis dove hanno demolito un terzo degli edifici ritenuti inaccettabili. E ha mostrato alcuni suoi progetti di riqualificazione di grigi e impersonali palazzoni in Germania, Francia, Olanda, trasformati in case di nuovo umane e personalizzate anche grazie ai suggerimenti dei loro stessi abitanti. E, sul nuovo, è stata mostrata una scuola di Faenza, disegnata dagli alunni e trasformata dal celebre bioarchitetto con grande fantasia impiegando, ad esempio, finestre a forma di pere e mele.

Natterer ha insistito sul ruolo di collettore solare della finestra e sull’esigenza di costruire case come gusci leggeri in legno. "E’ criminale che gli italiani sprechino energia fossile per l’acqua calda d’estate, quando avete a disposizione tanto sole". No ai tripli vetri che impediscono una buona respirazione e tengono fuori anche il sole: l’ingegnere suggerisce invece finestre applicabili all’esigenza o semplicemente apribili d’estate, inserite accanto alle altre con binari o cerniere.

Wittfrida Mitterer ha infine citato il caso del Comune terremotato di Onna (Aq), per il quale è coordinatrice del piano di ricostruzione su incarico del governo tedesco che lì sta investendo circa 6 milioni di euro. "Proprio ieri il governo italiano per Onna ha stanziato 24 milioni. Il progetto prevede 16 nuovi edifici eco sostenibili".