Press_it

IN CASA INQUINAMENTO QUATTRO VOLTE SUPERIORE ALL'ESTERNO

 

L’inquinamento negli ambienti chiusi è sempre da una a 4 volte superiore a quello esterno. Lo ha detto oggi al convegno internazionale "Materiali e strumenti per l’edilizia sostenibile: benessere e salubrità tra norma, prassi e ricerca" a Legno&Edilizia in Fiera a Verona, Sergio Fuselli dell’Istituto Superiore di Sanità, coordinatore del gruppo di studio nazionale sull’inquinamento indoor. All’incontro organizzato dal Metadistretto della Bioedilizia e da Piemmeti SpA, l’esperto ha quindi suggerito alcuni comportamenti virtuosi: arieggiare molto senza preoccuparsi della dispersione del riscaldamento (anche dopo aver acceso incenso o candele profumate) perché ambienti "sigillati" possono oltretutto sviluppare muffe; ricordare che la fiamma dei fornelli - in presenza di poco ossigeno - produce ossidi di carbonio e di azoto; mai mescolare varechina e acido muriatico per evitare fumi tossici. E ha ricordato che l’esposizione a un microgrammo di inquinante per metro cubo per tutta la vita, ammala. "Arieggiare molto è salutare, a meno di abitare a pochi metri da un semaforo…".

Dimitrios Kotzias, già funzionario del Centro Comune di Ricerca della Commissione Europea, ha citato il fumo come il maggiore inquinante domestico; seguono il mancato ricambio dell’aria dovuto all’eccessiva coibentazione, l’uso di materiali sintetici per edilizia e arredamento, l’impiego di detersivi. "Non bisogna mai pensare poi che l’inquinamento esterno non entri negli edifici, e in proposito ogni area europea ha i suoi inquinanti: al nord sono più i carbonili, al sud il benzene". Negli edifici si usano circa 20.000 materiali e prodotti da costruzione, ma su gran parte di essi mancano precise indicazioni: materiali su cui dal 2011 esiste un nuovo regolamento che troverà applicazione per alcuni articoli da luglio 2013.

Francesco Martinelli responsabile tecnico del Metadistretto Bioedilizia, ha parlato di 450 milioni di tonnellate di rifiuti tossici prodotti annualmente dall’edilizia europea e del 40% di energia consumata dagli edifici in cui gli europei trascorrono il 90% della vita.

Frank Kuebart presidente dell’Eco Institute di Colonia (compagnia che studia materiali costruttivi e aria indoor) ha ricordato che in Italia sono assenti marchi che, rispetto alle emissioni, certificano le costruzioni e i materiali impiegati. "La gran parte dei prodotti usati per costruire e arredare emette un cocktail di sostanze chimiche, molte delle quali sono agenti cancerogeni, tossine riproduttive e irritanti che si accumulano negli ambienti chiusi".

Il Green Public Procurement è stato citato da Sergio Saporetti del Ministero dell’Ambiente, mentre su ITACA (Istituto per l’innovazione e la Trasparenza degli Appalti e la Compatibilità Ambientale) è intervenuto il direttore Ivan Cicconi. Il protocollo ITACA, frutto di un lavoro decennale delle Regioni sostenuto da ITC-CNR e iiSBE-Italia, comprende regole e strumenti per spingere le amministrazioni pubbliche verso scelte trasparenti che incentivino la realizzazione di edifici eco sostenibili. Gianni Cagnazzo presidente ANAB ha quindi spiegato che ANAB e iiSBE- Italia organizzano un percorso formativo di 30 ore per architetti e ingegneri, per contribuire a colmare il gap con l’Europa: "Per capacità operative e tipo di visione delle costruzioni sostenibili, siamo ormai in linea con gli altri Paesi".

Altri interventi hanno riguardato l’etichettatura europea dei materiali da costruzione (Massimo Pugliese di Tuv Italia), valutazioni della qualità dell’aria indoor (Annalisa Marzocca), studio di materiali esposti in camera di emissione (Jolanda Palmisani), qualificazione ambientale dei prodotti da costruzione (Andrea Moro presidente iiSBE Italia).